Musica e letteratura

ottobre 22nd, 2008

Ieri pomeriggio chiacchierando con il prof di piano abbiamo affrontato un discorso decisamente interessante, cioè la somiglianza della musica con la letteratura; tutto è nato da una mia semplice domanda: “Chi compone, come fa a scrivere sempre qualcosa di nuovo, di innovativo?” La risposta è stata che evolutivamente ormai abbiamo già sperimentato parecchio in molte direzioni, ma che non ha senso porsi la domanda ad esempio se un brano è stato scopiazzato, se è “troppo” uguale ad un altro: ogni pezzo fa storia a sé, esprime quello che l’autore voleva trasmettere; come di un libro non ci chiediamo se è scritto con le stesse parole di un altro, così per la musica dovremmo dare per scontato che le parole utilizzate sono sicuramente diverse! Certo, ci sono i generi come in letteratura, quindi ad esempio un libro che racconta una storia d’amore ha molti elementi in comune con altri libri che raccontano storie d’amore, strutturalmente si possono trovare molte somglianze, così come nella musica troviamo molte somiglianze nelle tipologie di brani. La musica ha una sua grammatica, delle regole di costruzione, ed innovare troppo sarebbe come inventarsi un linguaggio proprio, quasi impossibile da “leggere” per i fruitori, sarebbe come non rispettare le regole grammaticali di una determinata lingua.

5 Responses to “Musica e letteratura”

  1. axel shut scrive:

    “scrivere bene significa saper esprimere i sentimenti che si provano”

  2. Silvia scrive:

    Già, e questo rende ancora pù simili musica e letteratura, il bravo compositore scrive un pezzo con cui trasmette come si sente, allo stesso modo fa uno scrittore.

  3. axel shut scrive:

    non mi stupisce che tu sia d’accordo, del resto erano parole tue quelle che ho citato

  4. Federico Simonetti scrive:

    In verità ci sono ricercatori che hanno dedicato anni allo studio tra le similitudini tra musica, matematica e reazioni psicologiche. Sono riusciti a creare un software che compone automaticamente una musica che ti fa provare le sensazioni e le emozioni che vengono impostate a priori.
    Generazione automatica di sentimenti! :D
    A detta degli intervistati (che hanno ascoltato tali brani musicali senza sapere che erano stati composti da un computer) il software ha avuto una percentuale di successo superiore al 97%.
    Impressionante non è vero?

  5. Silvia scrive:

    Impressionante sì. E forse fa perdere una parte della “magia” della composizione; anche se non ci avevo mai pensato, in effetti è possibile studiare le reazioni del cervello a determinati stimoli e poi produrre, tramite la “grammatica” della musica, combinazioni di suoni che provochino quei determinati stimoli. Incredibile a cosa riesca ad arrivare la scienza, con un po’ di pazienza e studio, in un ambito così difficile da incastrare in regole deterministiche :)

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